A conclusione del ciclo di visite socializzanti del progetto RemiX, la scorsa settimana nove donne hanno preso posto in platea al Teatro alla Scala per assistere a un concerto dell’Orchestra della Filarmonica, diretta da Marie Jaquot. Per tutte era la prima volta.
Il gruppo, eterogeneo per provenienza, età ed esperienze, era accomunato da una grande curiosità per quello che avrebbe visto e ascoltato. Una curiosità che, nel corso della mattinata, si è trasformata in qualcosa di più profondo.
L’impatto con la bellezza del teatro è stato immediato. Poi, quando la direttrice ha dato il via all’orchestra, l’atmosfera è cambiata: c’era chi ascoltava intensamente con gli occhi fissi sui musicisti, chi si adagiava sulla poltrona e li chiudeva, chi dirigeva con le mani e ogni tanto sorrideva mormorando sottovoce: “Good, good!”.
All’uscita, una delle partecipanti ha condiviso con Laura — l’insegnante di italiano che segue le nostre lezioni itineranti — un’esperienza inaspettata: “Mi è successa una cosa che non mi è mai capitata: ho sentito la musica qui” — e si è toccata la fronte — “e mi sono rilassata completamente. Non mi era mai successo. Adesso ho tanti pensieri, tanti problemi.” E ha aggiunto, quasi incredula: “Mi sono rilassata!”
La visita alla Scala si inserisce in un percorso costruito nel tempo: mesi prima, parte dello stesso gruppo aveva già esplorato i Laboratori Scala Ansaldo, e viverlo questa volta da dentro — come pubblico, sedute in sala ad ascoltare — ha dato a quell’esperienza un senso compiuto.
“Guardandole andare via, ognuna a ritornare alla propria quotidianità, in una città che forse si sente più nemica che compagna”, riflette Laura, “mi viene da sperare che il percorso che abbiamo fatto in questi mesi abbia restituito alle partecipanti e ai partecipanti una Milano più vicina, un quartiere da percorrere e vivere senza timore, degli spazi che si possano riconoscere e di cui appropriarsi. Per sentirsi sempre meno straniere nella propria città.“
Favorire l’accesso alla cultura, rafforzare il senso di appartenenza, sostenere percorsi di crescita personale: sono questi gli obiettivi che orientano le attività di RemiX. La socializzazione — dentro un teatro, in un laboratorio, negli spazi del quartiere — resta uno strumento essenziale per costruire inclusione. Sociale oggi, lavorativa domani.