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Federica viene a conoscenza del progetto Lavoro è Cura di Work is Progress attraverso la partecipazione ad un webinar legale in tema di tutela dei lavoratori portatori di invalidità nel contesto Covid, webinar realizzato da Work is Progress nell’ambito del progetto stesso.

Segue un colloquio di conoscenza e presa in carico in cui pone all’attenzione della counselor e legale le sue problematiche, che hanno origine dalla malattia, ma stanno condizionando pesantemente la sua situazione professionale. 

La donna lavora da 20 anni come commessa presso un grande magazzino. Dopo anni di lavoro come addetta alle vendite con ottimi risultati, è stata promossa ad un ruolo di coordinamento, senza però avere il riconoscimento del livello di inquadramento superiore. 

Da alcuni mesi, in assenza di spiegazione e senza alcuna considerazione per i rischi che può correre in quanto paziente oncologica in un contesto lavorativo a diretto contatto con il pubblico (e quindi con il covid) le hanno tolto questo incarico ricollocandola nelle vendite.

Federica, che ha avuto una diagnosi di tumore qualche anno prima ed è in terapia per prevenire eventuali recidive (terapia piuttosto pesante che le ha anche causato un trombo), trova questo lavoro troppo faticoso per le sue condizioni fisiche, e pericoloso in relazione alla possibilità di essere contagiata dal Covid. Vive quindi con ansia crescente il contesto lavorativo e chiede supporto nella gestione del rapporto con il datore di lavoro. 

La legale la incoraggia a chiedere di poter usufruire dello smart working ma, nonostante la legittimità di tale richiesta, l’azienda le risponde negativamente.  Successivamente la donna contrae purtroppo il covid, imputando ovviamente l’accadimento al suo lavoro a diretto contatto con il pubblico. Nel corso di un colloquio telefonico di follow up durante la quarantena, sfoga tutta la sua rabbia e frustrazione per la scarsa considerazione che l’azienda ha avuto per la sua condizione, la preoccupazione per la salute sua e dei suoi cari, per i quali teme di diventare veicolo di contagio, infine crolla in un pianto disperato dichiarandosi   molto provata dagli eventi e non più in grado di affrontarli come faceva una volta quando era considerata e si sentiva “una donna forte”.

In questa situazione, riteniamo opportuno offrirle un supporto psicologico individuale, che lei accoglie di buon grado.  La legale l’aiuta nel contempo sia a tutelare i suoi diritti, fornendole i riferimenti di legge che dimostrano il suo diritto ad usufruire di determinati benefici tra i quali lo smart working, sia a comunicare e mediare con l’azienda, evitando di compromettere definitivamente i rapporti. 

Gli interventi congiunti, psicologico e legale, aiutano Federica a recuperare le condizioni di equilibrio e tranquillità necessarie per affrontare con maggiore efficacia la somma delle situazioni critiche (patologia tumorale, infezione covid, timore per il contagio dei cari, fatiche e rivendicazioni lavorative) che le hanno generato così tanta ansia e sofferenza.  Oggi possiamo dire che la donna ha riacquistato serenità e benessere e questo l’ha molto aiutata anche a mantenere il lavoro.

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