Ibrahima ha 25 anni e viene dalla Guinea Conakry. Ha lasciato il suo paese dopo aver perso l’intera famiglia a causa di scontri etnici. Dopo un anno in Libia, dove ha lavorato come operaio in una fabbrica di buste di plastica, è arrivato in Italia nel 2017. 

Da allora ha sempre cercato di costruirsi un futuro dignitoso, lavorando prima nella pelletteria – nella produzione di borse e scarpe – poi, durante la pandemia, spostandosi in Francia per lavorare nell’edilizia. È stato però costretto a rientrare in Italia per effetto del Protocollo di Dublino, che stabilisce che la domanda di asilo deve essere esaminata dal primo Paese europeo di arrivo.

Nel 2023 viene segnalato al programma Work is Progress da un operatore del SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione, che ne riconosce la motivazione e il desiderio di migliorare le competenze sviluppate durante il suo primo soggiorno del nostro paese, quando si era occupato dapprima di scarnitura, taglio e incollaggio di borse in pelle, e successivamente di montaggio e rifinitura scarpe. Il suo obiettivo era chiaro: perfezionarsi e trovare un impiego stabile. Lo staff di WIP lo supporta nell’accedere all’accademia interna di un’azienda del settore ubicata nel suo stesso comune di residenza. 

Grazie al supporto della nostra job counselor, in parallelo alla formazione tecnica, Ibrahima partecipa a un corso di italiano orientato al linguaggio professionale del settore moda, riceve una borsa di studio e una bici elettrica per raggiungere più facilmente il lavoro. Grazie all’impegno dimostrato, diventa il miglior studente del corso e ottiene un contratto a tempo determinato, poi trasformato in tempo indeterminato. 

Nel frattempo, si sposa con una connazionale e riesce a ottenere il ricongiungimento familiare. Oggi vivono in affitto vicino al lavoro e progettano di costruire una famiglia in Italia. In occasione del matrimonio, i colleghi hanno organizzano una raccolta fondi per comprargli un frigorifero: un gesto che lo ha commosso profondamente. 

Oggi Ibrahima guarda avanti, con determinazione e gratitudine. La sua storia è un esempio concreto di come un accompagnamento mirato possa trasformare la vulnerabilità in opportunità. 

 

 

 

 

 

 

 


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